Uno: non vi pare ironico che il fondatore di Stormfront, principale sito dei razzisti e suprematisti americani, che oggi viene intervistato da Repubblica, si chiami Black?
Due: vi ricordate la pubblicità della Bud? Qui sotto, i protagonisti, otto anni dopo:
È possibile fare un film con protagonisti potenzialmente bpoco espressivi che riescono a trasmettere sentimenti ed emozioni come e meglio di attori in carne e ossa, con un messaggio di fondo amarissimo e che è chiaramente una metafora del presente, solo parzialmente mitigato dal classico finale disneyano, il tutto realizzato in maniera spettacolare, con una resa visiva e sonora clamorosa?
Risposta: se sei la Pixar e il film è Wall-E, sì, e possibile. Ed è anche possibile che il risultato sia un capolavoro assoluto, probabilmente il loro miglior film (finora, almeno).
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Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare
Convocherò oggi – ha chiarito – il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere
Le parole di Berlusconi mi hanno acceso una lampadina, e nella mente si è formato un piccolo percorso: Genova 2001. Stanno cercando di ricreare la stessa identica situazione di tensione parossistica, per poter avere la mano molto più libera quando si tratterà di reprimere. È evidente che il governo in questo momento non sta cercando di dissuadere nessuno. Il governo vuole lo scontro.
Il problema è che, se a Genova forse con un po’ di furbizia in più e un po’ di finti black bloc infiltrati in meno, lo scontro si sarebbe anche potuto evitare, oggi, vista la politica che viene portata avanti e vista la totale assenza di una opposizione (in parlamento e fuori, sia chiaro) che riesca a incanalare la protesta, evitare lo scontro sarà praticamente impossibile.
È questa in generale la mia impressione sui provvedimenti dell’attuale governo, e in particolare del ministro Gelmini.
Ma magari, visto quanti voti hanno preso, sono io che sono rimasto indietro, e che mi ricordo di quando studiavo Storia americana all’università (a proposito, chissà se le nuove generazioni si ricorderanno di questa antica isituzione…) e già allora mi chiedevo come potesse funzionare un sistema di ’separate but equal’. E credo che, visto che è questa l’idea e che la correttezza politica sta passando di moda, tanto vale che usino il nome giusto per le classi di inserimento, cioè ghetti.
P.S.: la risposta è ‘non funzionava’, per chi se lo stesse chiedendo.
Ok, vediamo di fare un po’ il punto della situazione.
Cove avrete potuto notare, le cose sono un po’ cambiate, da queste parti. È cambiata la piattaforma (it’s WordPress, baby!), è cambiato l’indirizzo – molto più sexy, senza il www, è cambiata la grafica (e cambierà ancora, visto che almeno una testata degna di questo nome la devo mettere.
E questo l’avete visto.
Il perché è presto spiegato: meno spese (che si sono più o meno dimezzate), meno rompimenti di scatole con aggiornamenti della piattaforma, html per le pagine e cose del genere, e maggiore possibilità di pubblicare anche dall’iPhone.
E poi mi andava di ricominciare da zero, con il blog. Il peso di quasi cinque anni di post si stava facendo sentire. Non so quando e quanto aggiornerò questo blog, ma probabilmente vedrò di crearmi uno stile un po’ diverso da prima. Tutti i post precedenti, comunque sono reperibili su anticostagnoarchives, e lentamente vedrò di rimettere in ordine le fotografie e i video, per quanto possibile.
Per il resto, buon proseguimento.
P.S.: se mi seguivate attraverso i feed, funzionano ancora l’Atom e quello di FeedBurner. Gli altri mi sa di no…
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