Il tempo è poco, e il blog latita. Perciò vi metto giusto un paio di link degni di nota. Appena ho un attimo di tempo in più, vi parlerò di Helvetica e Objetcified, i due documentari di Gary Hustwit che ho visto recentemente (e che – ve lo anticipo – dovreste vedere anche voi).
Nel frattempo accontentatevi di Makkox su Macchianera, che la dice giusta come sempre.
L’ho risentita per caso in TV, e mi sono ricordato la bellezza struggente di questa canzone. Varrebbe la pena di imparare a suonare il piano solo per poterla suonare.
Parlare di politica in questi giorni è, più che altro, deprimente.
Nel senso che mi mette una immensa tristezza dover essere contento per una decisione della Corte Costituzionale su una materia che, in un paese normale, non avrebbe nemmeno motivo di essere discussa. Tra l’altro, non mi interessa nemmeno troppo sapere se il nostro Presidente del Consiglio (tessera P2 numero 1816, è sempre bene ricordarlo) finirà o meno in prigione; lo decidano i giudici, questo. Io mi accontenterei di non averlo più a capo del governo.
Mi mette tristezza anche l’opposizione che si affretta a spostare l’attenzione da un argomento forte che avrebbe per tentare di eliminare il suddetto tesserato 1816, affermando di non voler chiedere le dimissioni del Presidente, verso i (volgari e deprecabili, sia chiaro) insulti a una parlamentare. Quando si dice il dito e la luna… Aggiungo che i venti (o quanti sono) deputati assenti durante il voto dello scudo fiscale, che avrebbero potuto bocciare la legge, dovrebbero, se avessero un pizzico di dignità, almeno fare il gesto di rimettere il proprio andato (poi magari respingi le dimissioni, ma il gesto sarebbe giusto).
Insomma, se la maggioranza è questa, io preferisco di gran lunga la mia posizione di minoranza. Se abbiamo Bossi e Calderoli ministri della Repubblica, vale tutto.
P.S.: hanno dato il Nobel per la pace Obama. Mi fa anche piacere, sia chiaro, ma perché?
Scopro con immenso piacere del sempre valido Inkiostro che a Gennaio prossimo uscirà il nuovo album di Laura Veirs.
Ora, ormai compro pochissimi dischi l’anno, e ancora meno sono quelli che voglio appena usciti. Ma Laura ha questo (discutibile, forse) privilegio – insieme a gente come Springsteen e gli U2, per capirci. E le ragioni le trovate nel video qui sopra.
Adoro questi bervi momenti di quiete prima della tempesta.
Sto per completare la prima parte di un progetto a cui ho (abbiamo) lavorato per un po’ di tempo. Tra un po’ non sarà più nelle mie mani e non vedo l’ora che chi di dovere lo giudichi e mi dica quanto vale.
Io penso che sia una figata pazzesca, ma sono di parte. Spero di non essere il solo a pensarla così. Se volete incrociare le dita per me e augurarmi buona fortuna, sentitevi liberi di farlo.
(No, non è lo stesso progetto di cui parlo qui sotto. Quello è ancora all’inizio. Parlerò di questo appena ho qualche tipo di notizia, buona o cattiva che sia.)
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