Se guardate sulla colonna qui a fianco vi accorgerete che, non so bene perché, ho aperto anche un tumblr. Non so ancora che farci, ma se vi va di farci un giro, per ora troverete qualche foto inutile fatta con l’iPhone, una citazione e i link ai post del blog.
…piuttosto che gli attuali leader dell’opposizione, scelgo lui tutta la vita.
Per due motivi fondamentali: mi fa ridere sul serio (e non sono risate amare) e, se proprio devo perdere, almeno so di avere come leader uno che ci prova in tutti i modi.
Chiunque si interessi almeno un po’ dell’impatto ecologico che ha sul pianeta ha visto (o, se non l’ha fatto, dovrebbe vedere) The story of stuff, un interessante documentario di Annie Leonard che racconta il ciclo di vita (e di morte) degli oggetti. Scopro oggi che il progetto è cresciuto e che c’è almeno un altro film da vedere, The story of bottled water. Lo potete vedere seguendo il link o qui sotto.
Per quanto mi riguarda, non compro più acqua in bottiglia per casa (se sono fuori, capita ancora, anche se cerco di limitarmi il più possibile), e supplisco alla mancanza con la Brita (per togliere il coro e al tre zozzerie all’acqua)e il Sodastream (per il gas).
È un periodo che scrivo abbastanza, sia per lavoro che per conto mio. E proprio per una cosa mia sto ritrovando un piacere che sa un po’ di antico. Un po’ di tempo fa parlavo di un paio di software che rendono più comodo scrivere con il computer. Questa cosa invece la sto facendo alla vecchia maniera, con una buona penna a inchiostro liquido su un blocco di carta riciclata. È un lavoro un po’ diverso dal computer, perché potendo correggere più difficilmente bisogna essere più concentrati e fare meno errori. Per fare un paragone, la differenza è simile a quella che c’è tra il cinema e il teatro. Con carta e penna deve (più o meno) essere buona la prima. Con il computer la scena si può rifare all’infinito (tanto per essere un po’ meta, non sapete quanti errori di battitura ho fatto e corretto scrivendo questo post). E, per quanto io a teatro mi addormenti regolarmente, mi sto divertendo un sacco a pesare le parole una per una e a scrivere nel mio corsivo che capisco a malapena.
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