Archivio Mensile: maggio 2010

Panoramica di fine stagione – Parte 2

Spartacus – Blood and Sand: sangue, gnocca e slow-motion. Ma sotto la superficie testosteronica c’è anche una trama solida, dei buoni attori (John Hurt su tutti) e una visione del mondo romano non filtrata dal politically correct. Una rete di trame e di ricatti che si mischiano con i combattimenti sanguinosi dei gladiatori. Il finale di stagione è un vero e proprio bagno di sangue. Peccato che la seconda stagione sia stata rinviata per la malattia del protagonista (ma Starz sta preparando un prequel per riemipre l’attesa). Un’ottima sorpresa. Voto: 8 -

Glee: la prima parte della stagione è stata assolutamente spettacolare. La ripresa dopo la pausa finora non è riuscita a tenere sempre gli stessi livelli. Un paio di puntate si sono rivelate deboli sia dal punto di vista della trama che da quello dei numeri musicali. Sue Sylvester è sempre più dominante e non sono sicuro che questo sia necessariamente positivo per la serie, che aveva nell’equilibrio tra le varie trame (e tra le trame e la musica) uno dei suoi punti di forza. Detto questo, la media dello show rimane elevata con punte ottime, come la puntata diretta da Joss Whedon con Neil Patrick Harris come guest star. Voto: 8

90210: vale lo stesso discorso di The Vampire Diaries, cioè è iniziata (molto) meglio di come è finita. Il che è un po’ un peccato, visto che era cominciata piuttosto bene. Il finale è decisamente debole, tanto che non sono sicuro di voler proseguire con la terza stagione, cosa che non avrei mai detto fino alle ultime puntate. Lo sviluppo di quasi tutte le trame è debole e un po’ telefonato e i personaggi non hanno guizzi. Un’occasione sprecata. Voto: 6,5

Lie to me: seconda stagione col botto. La mano di Shawn Ryan si vede, eccome. Tim Roth è come sempre monumentale e anche il resto del cast regge il confronto. Le trame sono molto più interessanti rispetto alla prima stagione e invece di essere episodi isolati in stile CSI ci troviamo di fronte a una trama leggermente più orizzontale e a un grande approfondimento dei caratteri. Ho già detto che Tim Roth è monumentale? Voto: 8

FlashForward: la perfetta dimostrazione che si può provare a imitare Lost, ma se si copiano solo le sue meccaniche superficiali senza capire che la vera forza di una serie sono i suoi personaggi, il risultato sarà fallimentare. L’idea di base era anche interessante (il futuro è già scritto o siamo padroni del nostro destino?), peccato che lo svolgimento sia debole e confusionario e che i personaggi siano monodimensionali a dire troppo. Cancellata (giustamente) dopo la prima stagione. Voto: 5

(grazie sempre a itasa per l’immagine)

continua…

La fine di Lost – Questa non è una recensione

Premessa tecnica: ho messo la parte principale delle mie riflessioni dopo il salto per evitare che chi non ha visto ancora la puntata possa correre il rischio di rovinarsi l’esperienza, perciò proseguite a vostro rischio e pericolo. O no, come volete voi.

Non sarò obiettivo. Non sarò analitico. Con Lost non ci riesco. Questa non sarà una recensione. Sarà una roba confusa, scritta più di pancia che di testa, che ala fine forse sarà anche incomprensibile. Ma non riesco a mantenere la freddezza e il distacco adatti per dare un giudizio come faccio con le altre (tutte le altre) serie.

In questi due giorni ho già sentito tutte le critiche possibili al finale di Lost. Le ho sentite tutte e qualcuna la capisco ma non la condivido, qualcuna la capisco e basta e qualcuna, con la testa, la accetto anche. Il punto è che non mi interessa.

Il finale di Lost è una capolavoro, come è un capolavoro tutta la serie.

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Panoramica di fine stagione – Parte 1

La stagione televisiva si sta concludendo e mi pare il caso di fare un piccolo punto della situazione. Cominciamo con un po’ di serie che hanno concluso la loro corsa per quest’anno.

Life Unexpected: iniziamo con una piacevolissima novità di CW, la migliore novità della stagione dopo Glee. Avevo letto il plot di questa serie e mi aveva incuriosito, così ho deciso di darle una possibilità. Mi sono trovato davanti a una serie frizzante e delicata, con personaggi piacevoli e un paio di idee non banali. Il paragone che fanno tutti è con Gilmore Girls, e secondo me ci può tranquillamente stare, almeno per ora. Sono molto contento che sia stata rinnovata. Voto: 7,5

V: la pausa di quattro mesi dopo le prime quattro puntate è stata un po’ una follia dal punto di vista della programmazione, ma la serie, forse, ne ha guadagnato. Una buna dose di azione, abbastanza suspense  per farti venire voglia di vedere la puntata successiva e una Morena Baccarin inquietante e perfetta nel ruolo del capo degli alieni. Peccato per gli effetti speciali un po’ smaccati e per la mancanza di lucertoloni (per ora). Non è una serie fondamentale o un capolavoro ma non sono d’accordo con Rrobe: è una visione piacevole. Voto: 7

The Vampire Diaries: è partita meglio di come è finita. La mano di Kevin Williamson si vede sempre, ma il ritmo è calato e in molti casi la noia ha avuto il sopravvento. Troppe trame, con i personaggi che cambiano carattere, alleanze e amicizie troppe volte. Anche il cliffhanger di fine stagione non mi ha lasciato con il fiato sospeso. E, alla lunga, credere che il protagonista sia un liceale è davvero difficile (non perché sia un vampiro, ma perché ha la faccia di un tretacinquenne). Nota positiva: Ian Somerhalder ottimo nel suo ruolo. Devo decidere se proseguire. Voto: 6 -

Fringe: ho una sola paura riguardo a questa serie: temo che possa svaccare come Alias, la precedente creatura di J.J. Abrams. Perché questa seconda stagione ha ingranato la marcia giusta, soprattutto nelle puntate legate in modo più stretto alla trama principale (tanto per rimanere fedeli alla somiglianza con X-FIles). Trama principale che è gestita bene, solida e appassionante, con un colpo di scena finale forse un po’ telefonato ma ottimamente gestito. Visto che tanto adesso inizierà il giochino di trovare l’erede di Lost, io dico Fringe. Ha tutte le potenzialità e ha anche iniziato a dimostrarle. Speriamo che continui così. Voto: 8

Boris: signori, il capolavoro. La terza stagione alza ulteriormente il tiro, e continua colpire il bersaglio in pieno. La satira è feroce, le scelte di trama non sono banali, i personaggi sono approfonditi e c’è il mito in persona, René Ferretti ormai protagonista assoluto. Menzione d’onore per le ultime due puntate che sono tra le cose migliori che abbia mai visto in assoluto. Questa serie vale quasi da sola l’abbonamento a Sky. Voto: 9

(grazie a itasa per l’immagine)

continua…

Sempre forza Roma!

È andata così. Grazie lo stesso.

Back from the other side

Ok, come è andata?

Bene, sembrerebbe. Nel senso che il professore sembrava soddisfatto del risultato (meno del fatto che gli studenti stiano entrando nella materia di studio una settimana prima della fine del modulo, ma tant’è). Per quanto mi riguarda, mi sembra di aver detto poche cose e piuttosto banali (oltre che aver parlato a scatti come sempre), ma magari sono i oche sono ipercritico e il fatto di aver studiato un po’ la materia mi porta a pensare che sto solo grattando la superficie, mentre in realtà qualcosa di intelligente l’ho capito e l’ho anche detto in modo chiaro (spero). Gli studenti comunque sembravano interessati. Ovviamente non siamo riusciti a far sentire tutto quello che avevo pensato (14 canzoni!) ma una buona parte sì, e già questo mi pare un motivo di soddisfazione. Inoltre mi sono divertito, e questo mi pare ancora di più motivo di soddisfazione.

Dall’altro lato della cattedra

Domani sarò a Villa Mirafiori a tenere una lezione con Sandro Portelli.

Si parlerà di Pretty Boy Floyd e di altri banditi nella canzoni di Woody Guthrie. Spero sinceramente di essere all’altezza.

Auguratemi in bocca al lupo.