La fine di Lost – Questa non è una recensione

Premessa tecnica: ho messo la parte principale delle mie riflessioni dopo il salto per evitare che chi non ha visto ancora la puntata possa correre il rischio di rovinarsi l’esperienza, perciò proseguite a vostro rischio e pericolo. O no, come volete voi.

Non sarò obiettivo. Non sarò analitico. Con Lost non ci riesco. Questa non sarà una recensione. Sarà una roba confusa, scritta più di pancia che di testa, che ala fine forse sarà anche incomprensibile. Ma non riesco a mantenere la freddezza e il distacco adatti per dare un giudizio come faccio con le altre (tutte le altre) serie.

In questi due giorni ho già sentito tutte le critiche possibili al finale di Lost. Le ho sentite tutte e qualcuna la capisco ma non la condivido, qualcuna la capisco e basta e qualcuna, con la testa, la accetto anche. Il punto è che non mi interessa.

Il finale di Lost è una capolavoro, come è un capolavoro tutta la serie.

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Panoramica di fine stagione – Parte 1

La stagione televisiva si sta concludendo e mi pare il caso di fare un piccolo punto della situazione. Cominciamo con un po’ di serie che hanno concluso la loro corsa per quest’anno.

Life Unexpected: iniziamo con una piacevolissima novità di CW, la migliore novità della stagione dopo Glee. Avevo letto il plot di questa serie e mi aveva incuriosito, così ho deciso di darle una possibilità. Mi sono trovato davanti a una serie frizzante e delicata, con personaggi piacevoli e un paio di idee non banali. Il paragone che fanno tutti è con Gilmore Girls, e secondo me ci può tranquillamente stare, almeno per ora. Sono molto contento che sia stata rinnovata. Voto: 7,5

V: la pausa di quattro mesi dopo le prime quattro puntate è stata un po’ una follia dal punto di vista della programmazione, ma la serie, forse, ne ha guadagnato. Una buna dose di azione, abbastanza suspense  per farti venire voglia di vedere la puntata successiva e una Morena Baccarin inquietante e perfetta nel ruolo del capo degli alieni. Peccato per gli effetti speciali un po’ smaccati e per la mancanza di lucertoloni (per ora). Non è una serie fondamentale o un capolavoro ma non sono d’accordo con Rrobe: è una visione piacevole. Voto: 7

The Vampire Diaries: è partita meglio di come è finita. La mano di Kevin Williamson si vede sempre, ma il ritmo è calato e in molti casi la noia ha avuto il sopravvento. Troppe trame, con i personaggi che cambiano carattere, alleanze e amicizie troppe volte. Anche il cliffhanger di fine stagione non mi ha lasciato con il fiato sospeso. E, alla lunga, credere che il protagonista sia un liceale è davvero difficile (non perché sia un vampiro, ma perché ha la faccia di un tretacinquenne). Nota positiva: Ian Somerhalder ottimo nel suo ruolo. Devo decidere se proseguire. Voto: 6 -

Fringe: ho una sola paura riguardo a questa serie: temo che possa svaccare come Alias, la precedente creatura di J.J. Abrams. Perché questa seconda stagione ha ingranato la marcia giusta, soprattutto nelle puntate legate in modo più stretto alla trama principale (tanto per rimanere fedeli alla somiglianza con X-FIles). Trama principale che è gestita bene, solida e appassionante, con un colpo di scena finale forse un po’ telefonato ma ottimamente gestito. Visto che tanto adesso inizierà il giochino di trovare l’erede di Lost, io dico Fringe. Ha tutte le potenzialità e ha anche iniziato a dimostrarle. Speriamo che continui così. Voto: 8

Boris: signori, il capolavoro. La terza stagione alza ulteriormente il tiro, e continua colpire il bersaglio in pieno. La satira è feroce, le scelte di trama non sono banali, i personaggi sono approfonditi e c’è il mito in persona, René Ferretti ormai protagonista assoluto. Menzione d’onore per le ultime due puntate che sono tra le cose migliori che abbia mai visto in assoluto. Questa serie vale quasi da sola l’abbonamento a Sky. Voto: 9

(grazie a itasa per l’immagine)

continua…

Sempre forza Roma!

È andata così. Grazie lo stesso.

Back from the other side

Ok, come è andata?

Bene, sembrerebbe. Nel senso che il professore sembrava soddisfatto del risultato (meno del fatto che gli studenti stiano entrando nella materia di studio una settimana prima della fine del modulo, ma tant’è). Per quanto mi riguarda, mi sembra di aver detto poche cose e piuttosto banali (oltre che aver parlato a scatti come sempre), ma magari sono i oche sono ipercritico e il fatto di aver studiato un po’ la materia mi porta a pensare che sto solo grattando la superficie, mentre in realtà qualcosa di intelligente l’ho capito e l’ho anche detto in modo chiaro (spero). Gli studenti comunque sembravano interessati. Ovviamente non siamo riusciti a far sentire tutto quello che avevo pensato (14 canzoni!) ma una buona parte sì, e già questo mi pare un motivo di soddisfazione. Inoltre mi sono divertito, e questo mi pare ancora di più motivo di soddisfazione.

Dall’altro lato della cattedra

Domani sarò a Villa Mirafiori a tenere una lezione con Sandro Portelli.

Si parlerà di Pretty Boy Floyd e di altri banditi nella canzoni di Woody Guthrie. Spero sinceramente di essere all’altezza.

Auguratemi in bocca al lupo.

Ci alzeremo presto

Il 24 Maggio Fox manderà in onda l’ultima puntata di Lost in contemporanea con gli Stati Uniti. Alle 6 del mattino. E io ci sarò.

P.S.: più ci penso, più credo che un canale che trasmetta le serie in lingua originale con i sottotitoli a brevissima distanza dagli U.S.A. sarebbe uno spettacolo. Fox Original, anyone?

(immagine e fonte: tvblog)

AGGIORNAMENTO: Macchianera è venuta in possesso di dei pagine della sceneggiatura dell’ultima puntata. A loro dire (io non voglio rovinarmi niente, perciò non ho guardato) non si tratta di niente di decisivo ai fini della risoluzione dei misteri e delle trame. Se volete verificare di persona, link è questo. Ovviamente c’è uno SPOILER ALERT grosso come una casa, perciò vedete voi.

Blast from the past

La mia prima pagina internet era su Geocities. Parlavo di fumetti e avevo anche intervistato via e-mail Mark Waid. Ora Geocities non esiste più, ma qualche genio ha messo su il Geocitisizer, che riporta qualsiasi pagina Internet alla gloria del passato.

Io dico che per questo il mondo è un po’ migliore.

E qui il link alla versione “old school” dell’anticostagno.

Cinque episodi di cinque serie da non perdere

Oggi Macchianera fa un elenco di dieci episodi di dieci serie da non perdere. La cosa mi intriga, ma non ho il tempo di pensare a dieci episodi. Ho fatto una prima selezione e sono arrivato a cinque.

  • Quella dove Vic Mackey fotte i suoi amici prima di essere fottuto. (The Shield, stagione 7, episodio 13, “Familiy meeting”)
  • Quella dove cade l’aereo. (Lost, stagione 1, episodio 1, “Pilot”)
  • Quella dove Mulder vede la sua prima astronave. (X-Files, stagione 1, episodio 2, “Deep throat”)
  • Quella dove Dawson scopre la tresca. (Dawson’s Creek, stagione 3, episodio 20, “The longest day”)
  • Quella dove i Cylon sentono Bob Dylan. (Battlestar Galactica, stagione 3, episodio 20 “Crossroads”)

Calma e gesso…

Sappiate che questo sarà il  mio mantra per le prossime settimane.

Calma e gesso.

Calma e gesso.

Calma e gesso.

Calma e gesso.

Calma e gesso.

Calma e gesso.

Pixel vs. the world

Come al solito quando il blog langue, non c’è niente di meglio di un bel video, e questo è una specie di porno per amanti del retrogaming, o per chi come me con quei videogame ci è cresciuto…