Per chi non crede nei referendum

20110607-092657.jpgSasaki (e immagino non solo Sasaki) non crede nei referendum e non andrà a votare. Io, umilmente gli mostro questa foto che ho scattato oggi pomeriggio alla Casa della Memoria e della Storia qui a Roma e gli chiedo di pensare alla faccia di chi sarebbe a capo dello stato oggi, se non fosse stato per un voto popolare, senza nessuna delega.

Io dico: esprimete (esprimiamo) il vostro (nostro) parere. Domenica e lunedì – meglio domenica – andiamo a votare.

 

Il mio editoriale sulle elezioni amministrative

(via James Van Der Memes)

Contro il nucleare vota Sì

Il 12 e il 13 giugno si va a votare per i referendum. Non è una roba astratta. Intendo che ci si reca alle urne e si appongono quattro belle croci sui sì, per mantenere l’acqua pubblica, cancellare il legittimo impedimento e per fermare la cotruzione di nuove centrali nucleari in Italia.

E per quest’ultimo referendum lo studio dove lavoro ha preparato e deciso di mettere a disposizione gratuitamente (con una bella licenza Creative Commons) tre serie di manifesti per spiegare perché è giusto andare a votare Sì contro il nucleare. Guardateli, leggeteli, diffondeteli, condivideteli, retwittateli, tumblrateli, stampateli e appendeteli, modificateli. Insomma, fateli girare e convincete tutti ad alzare le chiappe e andare a votare il 12 e il 13 giugno!

Qui trovate il post sul blog dello studio con i dettagli, sulla pagine di Facebook c’è una galleria con tutte le immagini e questo è il link per scaricare tutto (sono circa 40 MB tra immagini e pdf in alta risoluzione).

Salviamo Current: mi scrive Tom Mockridge


Immagino non solo a me, ovviamente. Sinceramente non mi aspettavo una risposta, e tantomeno così in fretta. Si vede che da ieri c’è stato un bel po’ di rumore sulla questione della chiusura di Current. Comunque il testo dell’email che ho ricevuto è questo:

Caro amico, cara amica,

grazie per la sua email.

A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale.

Purtroppo, Joel  ha deciso di non accettare la nostra offerta  e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull’audience del canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana. La realtà, purtroppo, è assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale è dello 0,03% su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di 2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40%  in prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l’obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni.

Quanto al resto, sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann perché non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con Current quindi non è dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio Berlusconi non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia non è così rilevante.

Come dimostra la nostra proposta, abbiamo fatto l’offerta più adeguata per il rinnovo del contratto con il canale. Se Al Gore è così convinto del successo di Current non dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie, dal momento che  una televisione di successo si porta dietro anche maggiori introiti pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto esperti del settore della tv via cavo negli Stati Uniti. Tutto ciò rappresenta una pratica negoziale consolidata negli Stati Uniti.

Dunque se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda – con la stessa determinazione con cui ha scritto a me – di accettare la nostra offerta, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni.

Cordialmente,

Tom Mockridge

In allegato c’era anche un pdf con la proposta di accordo che Sky ha fatto a Current, in cui le cifre sono oscurate. Capisco i motivi, ma certo non aiuta a fare chiarezza su una vicenda in cui – apparentemente – i numeri sono importanti.

Personalmente, continuo a sperare che le parti giungano a un accordo, quale che sia la ragione dello scontro. Perché Current non è un canale che si vede sempre, ma è uno di quei canali che mi fa piacere sapere di avere a disposizione.

Salviamo Current

Gentile signor Mockridge,

le chiedo di ascoltare quelli che come me le stanno scrivendo per cercare di impedire la chiusura di Current.
Oltre che una voce libera nel panorama televisivo italiano (cosa rara in questo momento storico), Current rappresenta anche un canale dalla programmazione diversa e originale rispetto alla media dei vari canali visibili sia sul satellite che sul digitale terrestre.
Mi auguro che lei e i suoi collaboratori possiate cambiare idea e lasciare che Current continui a trasmettere.
Grazie
Questo qui sopra è il testo dell’email che ho spedito a Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky, per chiedergli di non chiudere Current TV. Pare che la questione sia una ripicca di Rupert Murdoch nei confronti di Al Gore, ma le spese le faremo noi, che perderemo un canale dalla programmazione diversa interessante e – stranamente – libero da condizionamenti.
Se anche voi pensate che sia giusto che Current continui a trasmettere, scrivete a tom.mockridge@skytv.it, diffondete la notizia su Facebook e su Twitter usando l’hashtag #salviamocurrent.
Grazie.
Ah, ovviamente siete liberi di usare il mio testo per l’email, se volete.

Documentari che dovreste vedere: Super Size Me

Una cosa si può dire di sicuro, su Morgan Spurlock: è uno che ci mette la faccia. Se ti vuole spiegare una cosa, non si limita a dirtela, ma si mette dentro alla situazione e ti racconta come ci si vive. Perciò, se Morgan Spurlock vuole farci vedere quali sono gli effetti dei fast food sulla salute e, di riflesso, sulla società, Morgan Spurlock non si limita a raccontarci la storia ma decide di mangiare per 30 giorni, pranzo, cena e colazione, solo da McDonald’s. Perciò lo spettatore segue passo passo tutti gli effetti che questa dieta ha sul suo fisico. E impara anche perché, per molti americani, il cibo spazzatura è l’unica possibilità di ottenere un nutrimento a un prezzo accessibile, e gli effetti devastanti che questa situazione ha sulla popolazione.

Quello che viene fuori è che la società americana è malata, che il cibo è una delle cause della malattia e che è quasi impossibile evitare di cadere vittima di questa situazione visto che il cibo servito nelle scuole è equivalente a quello di McDonald’s. Quello che capisco io è che qui in Italia siamo messi un po’ (non molto) meglio che negli Stati Uniti, visto che almeno nelle scuole c’è un minimo di attenzione in più e che la nostra dieta di base è più sana di quella degli americani, ma il problema culturale esiste anche da noi. Non è questione di essere dei gastrofighetti per capire che è necessaria almeno un po’ di attenzione nella scelta di cosa si mangia e che, se s mangia male (o malissimo, come Spurlock nel film) gli effetti possono essere devastanti non solo sul fisico ma anche sull’umore e sulla personalità. Detto questo, penso che anche mangiare solo bucatini all’amatriciana sia dannoso e che Super Size Me sia un film istruttivo, a tratti anche divertente (Spurlock è sempre ironico e graffiante) e da vedere. Capirete un bel po’ di cose su come funziona il mondo di oggi. E vi verrà voglia di mangiare qualcosa di buone e ben cucinato, almeno per un po’.

Cantiamo vittoria?

Messa come l’ha messa Repubblica la notizia dell’abbandono del programma nucleare da parte del governo non mi rende felice quanto dovrebbe. Però, per una volta, decido di prendermi il buono – che è molto buono – e godermelo.

Senza dimenticare comunque che ai referendum si va a votare e si va a votare sì.