Archivi delle etichette: deliri di onnipotenza

Una Poltrona per Due o dello scoprirsi conservatori

In questo momento storico è importante ricordare le nostre tradizioni, da dove veniamo e cosa ci ha reso quello che siamo. L’attacco della globalizzazione è troppo forte e, spesso, le nostre sane e vecchie abitudini vengono sostituite da novità venute da fuori e che nulla hanno a che fare con noi, oltretutto senza alcuna speranza di reciprocità.

È ora di dire basta a queste novità e di restaurare le sane vecchie abitudini del Natale italiano. È ora di respingere con ogni mezzo questa invasione che finirà per sradicare tutta la nostra civiltà.

È per questo motivo che mi oppongo all’infame tradimento che è stato perpetrato in questi giorni. Una Poltrona per Due non può essere programmato da Italia 1 il 23 Dicembre. È necessario che le istituzioni intervengano e ristabiliscano l’ordine costituito, riprogrammando il film nella sua data più consona, cioè la prima serata del 24 Dicembre. Solo così il Natale degli italiani potrà dirsi completo, felice, tradizionale.

Elegia per cappuccino e cornetto

Qualcuno prima o poi mi dovrà spiegare qual è la scelta che, da oggi, ha portato alla chiusura del bar di Castroni a Via Ottaviano.

Perché io proprio non riesco a capirla.

Teaser

Il Derby è una pizza

Il derby si affronta così.

1kg di farina buratto, almeno 0,7 l di acqua (qui ce n’è di più), 40 g di olio, 20 g di sale e 25 g di lievito bi birra.

Si impasta e si fa riposare. Poi almeno cinque rigeneri, uno ogni 10 minuti. Questo avveniva sabato sera. Poi si mette in frigo e si lascia fare al lievito per almeno 18 ore, ma se sono 24 è meglio.

Questo è il risultato dopo circa 21 ore di lievitazione.

Da una parte pomodoro (a cui andrà aggiunta la mozzarella), dall’altra patate bollite e salsiccia.

Queste due sono pizze rovesciate (esperimento che ho tentato per la prima volta), una con i pomodorini e una con zucchine e cipolle.

Così ho sopportato l’arbitraggio unidirezionale di Tagliavento e il gol di Klose.

O quasi.

Sick Puppy, DAT 10, October 11, 1990

11 ottobre 1990 (esattamente 21 anni fa, guarda le coincidenze cosmiche). Gli U2 sono a Berlino, negli Hansa Studios. Stanno provando Sick Puppy, la versione primordiale di Mysterious Ways. Edge fa sentire alla band due idee per un bridge. La prima è dimenticabile e viene – giustamente – dimenticata. Siamo al minuto 21.23 del DAT 10 delle session. Edge attacca quattro accordi. La minore, Re, Fa, Sol.

E tu che ascolti, esattamente 21 anni dopo, hai un brivido lungo la schiena. Sul momento pensi che quei quattro accordi funzionino nella canzone che stai ascoltando, ma che il risultato finale che hai ascoltato tante volte sul disco è meglio. Ma, alla terza ripetizione di quel bridge, capisci che quei quattro semplici accordi sono molto di più.

Sono One.

Che nasce così dal nulla. E che tu hai la fortuna di sentire nel momento esatto in cui diventa qualcosa. Hai appena assistito a una magia. Quattro semplici, maledetti, accordi in croce, che stanno per diventare una canzone fondamentale in un album fondamentale. Grazie a Davis Guggenheim, che ha girato From the Sky Down. Anche solo per questo vale la pena di vedere questo film.

Nevermind 20 anni dopo

Qualche tempo fa su Bastonate è uscita una raccolta di ricordi più o meno illustri sul primo e l’ultimo ascolto di Nevermind, il disco dei Nirvana che ha cambiato la musica egli anni ’90 (pochi cazzi, è così) e che in questi giorni festeggia i 20 anni.

Da quel post è nato un piccolo libro che raccoglie altri ricordi più o meno illustri, tra cui anche il mio (se siete curiosi, è a pagina 123).

Qui lo potete scaricare in pdf.

Qui lo potete scaricare in epub.

Buona lettura e, se vi va, fatemi sapere che ne pensate del mio piccolo pezzo. O anche no, se preferite così.

Per chi non crede nei referendum

20110607-092657.jpgSasaki (e immagino non solo Sasaki) non crede nei referendum e non andrà a votare. Io, umilmente gli mostro questa foto che ho scattato oggi pomeriggio alla Casa della Memoria e della Storia qui a Roma e gli chiedo di pensare alla faccia di chi sarebbe a capo dello stato oggi, se non fosse stato per un voto popolare, senza nessuna delega.

Io dico: esprimete (esprimiamo) il vostro (nostro) parere. Domenica e lunedì – meglio domenica – andiamo a votare.

 

Contro il nucleare vota Sì

Il 12 e il 13 giugno si va a votare per i referendum. Non è una roba astratta. Intendo che ci si reca alle urne e si appongono quattro belle croci sui sì, per mantenere l’acqua pubblica, cancellare il legittimo impedimento e per fermare la cotruzione di nuove centrali nucleari in Italia.

E per quest’ultimo referendum lo studio dove lavoro ha preparato e deciso di mettere a disposizione gratuitamente (con una bella licenza Creative Commons) tre serie di manifesti per spiegare perché è giusto andare a votare Sì contro il nucleare. Guardateli, leggeteli, diffondeteli, condivideteli, retwittateli, tumblrateli, stampateli e appendeteli, modificateli. Insomma, fateli girare e convincete tutti ad alzare le chiappe e andare a votare il 12 e il 13 giugno!

Qui trovate il post sul blog dello studio con i dettagli, sulla pagine di Facebook c’è una galleria con tutte le immagini e questo è il link per scaricare tutto (sono circa 40 MB tra immagini e pdf in alta risoluzione).

Oltre?

L’altro giorno Diego ha fatto un’analisi della campagna del PD che si può vedere un po’ dappertutto in questi giorni. Quello che dice è che sostanzialmente la campagna promette un miglioramento della situazione “Oltre”, un po’ come per i credenti la vera vita non è quella terrena, ma quella che ci sarà in paradiso, dopo la morte.

Io volevo analizzare un altro paio di aspetti di questa campagna, dal mio piccolo punto di vista di copywriter, che ha fatto anche un po’ di comunicazione politica. Il primo è che il PD è (in teoria) il principale partito di opposizione in questi paese, al momento. È cioè il gruppo che dovrebbe avere il dovere di sforzarsi al massimo per proporre un’alternativa valida a Berlusconi e i suoi.

E la strategia comunicativa che adotta in questo caso è quella del non dire una beneamata fava.

Cioè, oltre all’accenno pseudoreligioso e un po’ fatalista, che cosa mi dice questa campagna su quello che sta facendo il PD? Niente. Che cosa mi dice delle proposte concrete e delle azioni del PD in Parlamento e fuori? Niente. Sarò strano io, ma se un partito mi vuole convincere a votarlo, voglio sapere che cosa quel partito ha intenzione di fare, non leggere slogan vuoti e (oltretutto) di difficile comprensione. Signori, Berlusconi – che usa la sciabola e non il fioretto, ma che sa molto bene come si comunica – ha vinto le elezioni dicendo cose che a me fanno ribrezzo, ma erano cose chiarissime, dette in maniera semplice e diretta. E il suo principale avversario infiocchetta frasette. C’è (almeno a Roma) un altro manifesto del PD sul Rubygate il cui slogan principale è “Berlusconi umilia l’Italia”. Vero, ma il punto non è quello: Berlusconi è indagato (e sarà processato) per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile, cazzo. Il problema non è morale o di immagine (o, almeno, quello di immagine non è il problema principale), il problema è penale. È così difficile da capire o sono scemo io? Di Pietro e Vendola lo hanno capito benissimo e infatti nei loro manifesti dicono delle cose. Il PD no.

Secondo punto: ma davvero io dovrei essere rappresentato da una persona che si presenta con una faccia da funerale come quella di Bersani? E, soprattutto, il manifesto è a colori e tu ti fai fotografare in bianco e nero? Bell’immagine positiva e propositiva che dai ai tuoi potenziali elettori. Bella figura da leader che costruisci.

Mi rendo conto che la politica è – o dovrebbe essere – qualcosa di più che comunicazione, che a parlare dovrebbero essere i fatti e non le immagini, ma al momento la situazione è che l’unico modo che abbiamo per comunicare i nostri fatti è attraverso la comunicazione, ed è questa che costruisce la nostra immagine presso il pubblico. E che immagine costruisce questa campagna? Quello che posso dire io è che, se anche c’era un piccola speranza che Bersani e compagnia avessero il mio voto, questa campagna di sicuro non ha aiutato la loro causa.

Copywritings

Quello che vedete qui sopra è un annuncio pubblicato a mezza pagina ieri sul Corriere della Sera. Lo stesso annuncio è comparso (a pagina intera) su La Stampa. Ne sono orgoglioso per più di un motivo, non ultimo il fatto che il titolo è opera del sottoscritto.

Il 12 giugno (se questa è la data) andate a votare e votate .