Archivi delle etichette: fiction e non-fiction

Prima stesura

Ho appena finito la prima stesura (perché sono sicuro che ci saranno correzioni, riscritture e cambiamenti da fare) di Okami. È stato un lavoro lungo e laborioso, almeno per un wannabe come me. Adesso la devo far riposare un po’, rileggerla, fare le correzioni – tra cui una cosa che, se decido di farla, potrebbe cambiare abbastanza la struttura della storia – e mandarla in giro, sperando che piaccia.

Quindi, se volete leggere la storia di Okami, per ora potete solo fare il tifo per me e magari promettere pubblicamente che la comprerete. Chissà che qualche editore ci/vi ascolti…

Però, che soddisfazione mettere l’ultimo punto sul documento.

Diegozillab, ovvero provare a fare sul serio le cose

È chiaro a tutti quelli che leggono i sempre più rari aggiornamenti si questo blog che, almeno in qualche misura e compatibilmente con il lavoro, la famiglia e quel poco di vita sociale che riesco ancora ad avere, sto cercando di scrivere qualcosa di interessante. Sceneggiature per fumetti, in particolare. Per ora non ho raccolto nulla di concreto oltre a qualche generico apprezzamento da conoscenti, ma questo non vuol dire che abbia intenzione di smettere, anzi.

Il problema (che poi non so quanto in realtà sia un problema) è che finora ho sempre scritto di pancia, senza regole o strutture. Parto da un’immagine, vado avanti (o indietro) da lì e come va, va. Penso però che, per cercare di migliorare la qualità delle cose che scrivo sia necessaria, oltre alla continuità e all’esercizio, una qualche conoscenza delle principali tecniche e dei meccanismi narrativi in generale, per poterli applicare in ciò che scrivo, o quantomeno per potermene fottere a ragion veduta. Perciò mi sono iscritto al Diegozillab (di cui vedete il badge qui a fianco), un laboratorio di scrittura online curato dall’ottimo Diego Cajellli, sceneggiatore extraordinaire. Se seguite il link potrete seguirlo anche voi, ma le iscrizioni sono chiuse, perciò vi toccherà restare fuori ad alitare sul vetro.

Io non vedo l’ora di iniziare.

Dana, il nuovo Ommwriter

Il mio programma di scrittura preferito si aggiorna. Evviva.

Un punto di partenza

Non mi capita spesso di ricordare quello che sogno, ma alle volte succede qualcosa (di solito è una pizza lievitata male) e le memorie restano vivide fino al mattino successivo. In questo caso il glutine non c’entra nulla, ma mi è capitato di fare un sogno strano, un po’ confuso ma con un’immagine forte, visuale, perfetta per una doppia splash page. Appena tornato a Roma (ero in Portogallo) ho aperto Ommwriter e ho scritto la doppia splash in questione e so che la storia di cui dovrebbe far parte ha come titolo provvisorio “La città delle cose distrutte”.

Il problema, a questo punto, è che non ho altro se non quella doppia pagina. Potente, visuale, pratcamente perfetta, ma mi mancano i personaggi, le motivazioni, le conseguenze, la storia.

Se son rose, fioriranno…

Back from the other side

Ok, come è andata?

Bene, sembrerebbe. Nel senso che il professore sembrava soddisfatto del risultato (meno del fatto che gli studenti stiano entrando nella materia di studio una settimana prima della fine del modulo, ma tant’è). Per quanto mi riguarda, mi sembra di aver detto poche cose e piuttosto banali (oltre che aver parlato a scatti come sempre), ma magari sono i oche sono ipercritico e il fatto di aver studiato un po’ la materia mi porta a pensare che sto solo grattando la superficie, mentre in realtà qualcosa di intelligente l’ho capito e l’ho anche detto in modo chiaro (spero). Gli studenti comunque sembravano interessati. Ovviamente non siamo riusciti a far sentire tutto quello che avevo pensato (14 canzoni!) ma una buona parte sì, e già questo mi pare un motivo di soddisfazione. Inoltre mi sono divertito, e questo mi pare ancora di più motivo di soddisfazione.

Dall’altro lato della cattedra

Domani sarò a Villa Mirafiori a tenere una lezione con Sandro Portelli.

Si parlerà di Pretty Boy Floyd e di altri banditi nella canzoni di Woody Guthrie. Spero sinceramente di essere all’altezza.

Auguratemi in bocca al lupo.

Alla vecchia maniera

È un periodo che scrivo abbastanza, sia per lavoro che per conto mio. E proprio per una cosa mia sto ritrovando un piacere che sa un po’ di antico. Un po’ di tempo fa parlavo di un paio di software che rendono più comodo scrivere con il computer. Questa cosa invece la sto facendo alla vecchia maniera, con una buona penna a inchiostro liquido su un blocco di carta riciclata. È un lavoro un po’ diverso dal computer, perché potendo correggere più difficilmente bisogna essere più concentrati e fare meno errori. Per fare un paragone, la differenza è simile a quella che c’è tra il cinema e il teatro. Con carta e penna deve (più o meno) essere buona la prima. Con il computer la scena si può rifare all’infinito (tanto per essere un po’ meta, non sapete quanti errori di battitura ho fatto e corretto scrivendo questo post). E, per quanto io a teatro mi addormenti regolarmente, mi sto divertendo un sacco a pesare le parole una per una e a scrivere nel mio corsivo che capisco a malapena.

Un po’ di autopromozione…

…magari qualcuno che trova interessante questa cosa si trova. Oggi questo, nei prossimi giorni qualche altra cosa.

Non trattenete il fiato

La testa e il tempo in questo momento sono altrove e il blog latita.
Tornerò, prima o poi.

Ma nel frattempo sono in pausa.

Pretty Boy…