Premessa tecnica: ho messo la parte principale delle mie riflessioni dopo il salto per evitare che chi non ha visto ancora la puntata possa correre il rischio di rovinarsi l’esperienza, perciò proseguite a vostro rischio e pericolo. O no, come volete voi.
Non sarò obiettivo. Non sarò analitico. Con Lost non ci riesco. Questa non sarà una recensione. Sarà una roba confusa, scritta più di pancia che di testa, che ala fine forse sarà anche incomprensibile. Ma non riesco a mantenere la freddezza e il distacco adatti per dare un giudizio come faccio con le altre (tutte le altre) serie.
In questi due giorni ho già sentito tutte le critiche possibili al finale di Lost. Le ho sentite tutte e qualcuna la capisco ma non la condivido, qualcuna la capisco e basta e qualcuna, con la testa, la accetto anche. Il punto è che non mi interessa.
Il finale di Lost è una capolavoro, come è un capolavoro tutta la serie.
Il 24 Maggio Fox manderà in onda l’ultima puntata di Lostin contemporanea con gli Stati Uniti. Alle 6 del mattino. E io ci sarò.
P.S.: più ci penso, più credo che un canale che trasmetta le serie in lingua originale con i sottotitoli a brevissima distanza dagli U.S.A. sarebbe uno spettacolo. Fox Original, anyone?
AGGIORNAMENTO: Macchianera è venuta in possesso di dei pagine della sceneggiatura dell’ultima puntata. A loro dire (io non voglio rovinarmi niente, perciò non ho guardato) non si tratta di niente di decisivo ai fini della risoluzione dei misteri e delle trame. Se volete verificare di persona, link è questo. Ovviamente c’è uno SPOILER ALERT grosso come una casa, perciò vedete voi.
È ricominciata la stagione televisiva, sia in Italia che negli U.S.A. E, siccome televisioneblog al momento è in pausa, , ne parliamo da queste parti.
Ci sono stata un bel po’ di novità questa settimana, in particolare su The CW, che mi pare molto attiva. Iniziamo subito.
90210: è ripartito sui buoni livelli del finale della scorsa stagione, e, almeno al momento mi ha convinto a continuare per qualche altra settimana. Finalmente i personaggi non storici hanno un minimo di fascino e di profondità. Bene così.
Melrose Place: non mi piaceva la serie originale e non mi piace questa. Devo decidere se concedergli un’altra puntata o se segarla da subito. Credo che la segherò.
The Vampire Diaries: la mano di Kevin Williamson si vede eccome. A tratti mi aspettavo di vedere Katie Holmes o Joshua Jackson spuntare da dietro qualche angolo. La classe nella regia e nella confezione è la stessa di Dawson’s Creek, e questo è un bene. La storia? Un po’ banalotta, ma costruita bene. Questa la continuo.
Glee: ha confermato quanto di buono visto nel pilota prima dell’estate e anche se questa seconda puntata è un po’ meno scoppiettante siamo decisamente su un buon livello. Anche questa la continuo, e con entusiasmo.
Lie to me: questa la sto seguendo in italiano. In pratica è C.S.I. con i vivi al posto dei morti e con un Tim Roth supremo. Vale le pena di seguirla anche solo per la sua splendida faccia.
E intanto, per mantenere alta la tensione fino a gennaio:
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