Archivi delle etichette: politica?

Non è razzismo

“Ho sbagliato. Ma il mio non è razzismo. Chiedete a chiunque in quartiere, quasi tutti hanno avuto un furto in casa. È normale che la gente sia esasperata, anche se non si può giustificare quello che è successo alle baracche dei rom, dove c’erano donne e bambini. Quando sono uscita dal garage (il luogo dove Sandra aveva passato il pomeriggio di giovedì insieme al fidanzato, di tre anni più grande, ndr) e ho incontrato mio fratello c’erano due ragazzi del campo in lontananza che scappavano. Io li ho visti, anche lui li ha visti, una parte della mia bugia è nata così”.

Allora la domanda è: se non è razzismo, che cosa è? Vorrei una spiegazione chiara, precisa e puntuale, please.

Il vero problema è che ormai, certe cose ci sono entrate sottopelle, non sono nemmeno frutto di un atto consapevole, e sono ritenute “normali” quando in realtà sono aberranti.

Aggiungiamoci pure la storiaccia di Firenze e rispondete a una domanda: possiamo ancora considerarci (se mai lo siamo stati) un paese non razzista?

(fonte)

Sospeso

Lo so che aggiorno poco, ma da oggi questo blog è sospeso ufficialmente per qualche giorno, in solidarietà con Wikipedia e tutti quelli (me compreso) che subiranno gli effetti del Comma 29 del DDL intercettazioni.

Per chi non crede nei referendum

20110607-092657.jpgSasaki (e immagino non solo Sasaki) non crede nei referendum e non andrà a votare. Io, umilmente gli mostro questa foto che ho scattato oggi pomeriggio alla Casa della Memoria e della Storia qui a Roma e gli chiedo di pensare alla faccia di chi sarebbe a capo dello stato oggi, se non fosse stato per un voto popolare, senza nessuna delega.

Io dico: esprimete (esprimiamo) il vostro (nostro) parere. Domenica e lunedì – meglio domenica – andiamo a votare.

 

Il mio editoriale sulle elezioni amministrative

(via James Van Der Memes)

Contro il nucleare vota Sì

Il 12 e il 13 giugno si va a votare per i referendum. Non è una roba astratta. Intendo che ci si reca alle urne e si appongono quattro belle croci sui sì, per mantenere l’acqua pubblica, cancellare il legittimo impedimento e per fermare la cotruzione di nuove centrali nucleari in Italia.

E per quest’ultimo referendum lo studio dove lavoro ha preparato e deciso di mettere a disposizione gratuitamente (con una bella licenza Creative Commons) tre serie di manifesti per spiegare perché è giusto andare a votare Sì contro il nucleare. Guardateli, leggeteli, diffondeteli, condivideteli, retwittateli, tumblrateli, stampateli e appendeteli, modificateli. Insomma, fateli girare e convincete tutti ad alzare le chiappe e andare a votare il 12 e il 13 giugno!

Qui trovate il post sul blog dello studio con i dettagli, sulla pagine di Facebook c’è una galleria con tutte le immagini e questo è il link per scaricare tutto (sono circa 40 MB tra immagini e pdf in alta risoluzione).

Salviamo Current: mi scrive Tom Mockridge


Immagino non solo a me, ovviamente. Sinceramente non mi aspettavo una risposta, e tantomeno così in fretta. Si vede che da ieri c’è stato un bel po’ di rumore sulla questione della chiusura di Current. Comunque il testo dell’email che ho ricevuto è questo:

Caro amico, cara amica,

grazie per la sua email.

A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale.

Purtroppo, Joel  ha deciso di non accettare la nostra offerta  e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull’audience del canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la settimana. La realtà, purtroppo, è assai diversa: i dati Auditel dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10 minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale è dello 0,03% su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di 2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40%  in prima serata, se comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l’obiettivo di 4500 telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni.

Quanto al resto, sono sciocchezze: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann perché non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con Current quindi non è dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E Silvio Berlusconi non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia non è così rilevante.

Come dimostra la nostra proposta, abbiamo fatto l’offerta più adeguata per il rinnovo del contratto con il canale. Se Al Gore è così convinto del successo di Current non dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie, dal momento che  una televisione di successo si porta dietro anche maggiori introiti pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto esperti del settore della tv via cavo negli Stati Uniti. Tutto ciò rappresenta una pratica negoziale consolidata negli Stati Uniti.

Dunque se davvero desidera che Current Tv rimanga in Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda – con la stessa determinazione con cui ha scritto a me – di accettare la nostra offerta, come hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di avere Current TV su Sky per altri tre anni.

Cordialmente,

Tom Mockridge

In allegato c’era anche un pdf con la proposta di accordo che Sky ha fatto a Current, in cui le cifre sono oscurate. Capisco i motivi, ma certo non aiuta a fare chiarezza su una vicenda in cui – apparentemente – i numeri sono importanti.

Personalmente, continuo a sperare che le parti giungano a un accordo, quale che sia la ragione dello scontro. Perché Current non è un canale che si vede sempre, ma è uno di quei canali che mi fa piacere sapere di avere a disposizione.

Salviamo Current

Gentile signor Mockridge,

le chiedo di ascoltare quelli che come me le stanno scrivendo per cercare di impedire la chiusura di Current.
Oltre che una voce libera nel panorama televisivo italiano (cosa rara in questo momento storico), Current rappresenta anche un canale dalla programmazione diversa e originale rispetto alla media dei vari canali visibili sia sul satellite che sul digitale terrestre.
Mi auguro che lei e i suoi collaboratori possiate cambiare idea e lasciare che Current continui a trasmettere.
Grazie
Questo qui sopra è il testo dell’email che ho spedito a Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky, per chiedergli di non chiudere Current TV. Pare che la questione sia una ripicca di Rupert Murdoch nei confronti di Al Gore, ma le spese le faremo noi, che perderemo un canale dalla programmazione diversa interessante e – stranamente – libero da condizionamenti.
Se anche voi pensate che sia giusto che Current continui a trasmettere, scrivete a tom.mockridge@skytv.it, diffondete la notizia su Facebook e su Twitter usando l’hashtag #salviamocurrent.
Grazie.
Ah, ovviamente siete liberi di usare il mio testo per l’email, se volete.

Cantiamo vittoria?

Messa come l’ha messa Repubblica la notizia dell’abbandono del programma nucleare da parte del governo non mi rende felice quanto dovrebbe. Però, per una volta, decido di prendermi il buono – che è molto buono – e godermelo.

Senza dimenticare comunque che ai referendum si va a votare e si va a votare sì.

Oltre?

L’altro giorno Diego ha fatto un’analisi della campagna del PD che si può vedere un po’ dappertutto in questi giorni. Quello che dice è che sostanzialmente la campagna promette un miglioramento della situazione “Oltre”, un po’ come per i credenti la vera vita non è quella terrena, ma quella che ci sarà in paradiso, dopo la morte.

Io volevo analizzare un altro paio di aspetti di questa campagna, dal mio piccolo punto di vista di copywriter, che ha fatto anche un po’ di comunicazione politica. Il primo è che il PD è (in teoria) il principale partito di opposizione in questi paese, al momento. È cioè il gruppo che dovrebbe avere il dovere di sforzarsi al massimo per proporre un’alternativa valida a Berlusconi e i suoi.

E la strategia comunicativa che adotta in questo caso è quella del non dire una beneamata fava.

Cioè, oltre all’accenno pseudoreligioso e un po’ fatalista, che cosa mi dice questa campagna su quello che sta facendo il PD? Niente. Che cosa mi dice delle proposte concrete e delle azioni del PD in Parlamento e fuori? Niente. Sarò strano io, ma se un partito mi vuole convincere a votarlo, voglio sapere che cosa quel partito ha intenzione di fare, non leggere slogan vuoti e (oltretutto) di difficile comprensione. Signori, Berlusconi – che usa la sciabola e non il fioretto, ma che sa molto bene come si comunica – ha vinto le elezioni dicendo cose che a me fanno ribrezzo, ma erano cose chiarissime, dette in maniera semplice e diretta. E il suo principale avversario infiocchetta frasette. C’è (almeno a Roma) un altro manifesto del PD sul Rubygate il cui slogan principale è “Berlusconi umilia l’Italia”. Vero, ma il punto non è quello: Berlusconi è indagato (e sarà processato) per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile, cazzo. Il problema non è morale o di immagine (o, almeno, quello di immagine non è il problema principale), il problema è penale. È così difficile da capire o sono scemo io? Di Pietro e Vendola lo hanno capito benissimo e infatti nei loro manifesti dicono delle cose. Il PD no.

Secondo punto: ma davvero io dovrei essere rappresentato da una persona che si presenta con una faccia da funerale come quella di Bersani? E, soprattutto, il manifesto è a colori e tu ti fai fotografare in bianco e nero? Bell’immagine positiva e propositiva che dai ai tuoi potenziali elettori. Bella figura da leader che costruisci.

Mi rendo conto che la politica è – o dovrebbe essere – qualcosa di più che comunicazione, che a parlare dovrebbero essere i fatti e non le immagini, ma al momento la situazione è che l’unico modo che abbiamo per comunicare i nostri fatti è attraverso la comunicazione, ed è questa che costruisce la nostra immagine presso il pubblico. E che immagine costruisce questa campagna? Quello che posso dire io è che, se anche c’era un piccola speranza che Bersani e compagnia avessero il mio voto, questa campagna di sicuro non ha aiutato la loro causa.

Frattini ha ragione

Ha perfettamente ragione, signor ministro. È sbagliato riaprire il dibattito su una forma di energia inutile e pericolosa. E su cui, tra l’altro, abbiamo già espresso un parere chiaro anni fa.

Non avreste proprio dovuto riaprirlo, questo discorso.