Panoramica di fine stagione – Parte 2

Spartacus – Blood and Sand: sangue, gnocca e slow-motion. Ma sotto la superficie testosteronica c’è anche una trama solida, dei buoni attori (John Hurt su tutti) e una visione del mondo romano non filtrata dal politically correct. Una rete di trame e di ricatti che si mischiano con i combattimenti sanguinosi dei gladiatori. Il finale di stagione è un vero e proprio bagno di sangue. Peccato che la seconda stagione sia stata rinviata per la malattia del protagonista (ma Starz sta preparando un prequel per riemipre l’attesa). Un’ottima sorpresa. Voto: 8 –

Glee: la prima parte della stagione è stata assolutamente spettacolare. La ripresa dopo la pausa finora non è riuscita a tenere sempre gli stessi livelli. Un paio di puntate si sono rivelate deboli sia dal punto di vista della trama che da quello dei numeri musicali. Sue Sylvester è sempre più dominante e non sono sicuro che questo sia necessariamente positivo per la serie, che aveva nell’equilibrio tra le varie trame (e tra le trame e la musica) uno dei suoi punti di forza. Detto questo, la media dello show rimane elevata con punte ottime, come la puntata diretta da Joss Whedon con Neil Patrick Harris come guest star. Voto: 8

90210: vale lo stesso discorso di The Vampire Diaries, cioè è iniziata (molto) meglio di come è finita. Il che è un po’ un peccato, visto che era cominciata piuttosto bene. Il finale è decisamente debole, tanto che non sono sicuro di voler proseguire con la terza stagione, cosa che non avrei mai detto fino alle ultime puntate. Lo sviluppo di quasi tutte le trame è debole e un po’ telefonato e i personaggi non hanno guizzi. Un’occasione sprecata. Voto: 6,5

Lie to me: seconda stagione col botto. La mano di Shawn Ryan si vede, eccome. Tim Roth è come sempre monumentale e anche il resto del cast regge il confronto. Le trame sono molto più interessanti rispetto alla prima stagione e invece di essere episodi isolati in stile CSI ci troviamo di fronte a una trama leggermente più orizzontale e a un grande approfondimento dei caratteri. Ho già detto che Tim Roth è monumentale? Voto: 8

FlashForward: la perfetta dimostrazione che si può provare a imitare Lost, ma se si copiano solo le sue meccaniche superficiali senza capire che la vera forza di una serie sono i suoi personaggi, il risultato sarà fallimentare. L’idea di base era anche interessante (il futuro è già scritto o siamo padroni del nostro destino?), peccato che lo svolgimento sia debole e confusionario e che i personaggi siano monodimensionali a dire troppo. Cancellata (giustamente) dopo la prima stagione. Voto: 5

(grazie sempre a itasa per l’immagine)

continua…

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