Colazione da Suzanne

Questo articolo è comparso su Alias cartaceo e online il 14 luglio 2018. È mattina presto. Suzanne entra nel diner all’angolo. Si siede al bancone e ordina un caffè, ma il barista le riempie la tazza a metà perché è impegnato a chiacchierare con un’altra cliente. È il 18 novembre, fuori piove e fa freddo….

Una Gibson da salvare

Questo articolo è comparso su Alias cartaceo e online il 3 marzo 2018. «This machine kills Fascists». Era la scritta sulla Gibson L-0 di Woody Guthrie, il padre del folk americano. E Gibson è il marchio che campeggia sulle chitarre (e sui bassi, sui mandolini…) di alcuni dei più importanti musicisti rock e jazz di…

U2 sempre più pop contro l’oscurità dei tempi

Questo articolo è stato pubblicato su il manifesto cartaceo e online il 6 novembre 2017. C’è una canzone di Bruce Springsteen che spiega bene l’atteggiamento di molti fan e critici nei confronti degli U2: in Glory Days, il Boss racconta di come alcuni personaggi vivano ancorati al passato e non riescano a parlare di altro….

Una metropoli a misura di lupo mannaro

Questo articolo è stato pubblicato su il manifesto cartaceo e online il 12 ottobre 2017. «Ci sono i vivi sopra e i morti sotto e noi in mezzo. C’è un mondo in cui tutti s’incontrano, è il mondo di mezzo». Il lancio di Caput Mundi – I mostri di Roma(Editoriale Cosmo, mensile, pp. 144 euro 5)…

L’incubo americano degli U2

Questo articolo è apparso per la prima volta sulla versione digitale de il manifesto il 17 luglio 2017. C’è una domanda a cui rispondere subito pensando ai due concerti che gli U2 hanno tenuto allo Stadio Olimpico di Roma sabato e domenica: ha senso, da un punto di vista artistico, portare in scena nella sua interezza…

Danzare di architettura, o del Nobel a Bob Dylan

Leggo con un certo interesse alcune delle reazioni al (meritatissimo) Premio Nobel per la Letteratura al signor Robert Zimmerman da Duluth e, per quanto non valgano assolutamente niente in confronto a quelle degli autori citati da Repubblica, voglio provare ad aggiungere un paio di riflessioni personali. Se c’è una cultura in cui “l’alto” e “il basso”…